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Portrait of Linda, escort e cam-girl

Con l’avvento di Internet e delle nuove tecnologie sono cambiati, in un tempo rapidissimo, radicalmente e per sempre, il nostro modo di vivere, quello di comunicare, di lavorare, mangiare, consumare, socializzare, leggere, ricordare, amare e perfino quello di morire. E’ necessario pertanto, per chi come me aspiri a indagare e documentare la realtà, tentare di familiarizzare fotograficamente anche con questa sua nuova dimensione. L’aspetto di essa che maggiormente mi spaventa è che nessuno pare aver considerato seriamente l’esistenza, e colto pienamente il peso, delle consueguenze inevitabili – e non necessariamente positive – sull’unica vita reale delle tante vite virtuali potenzialmente realizzabili. Nello smarrimento collettivo dovuto alla confusione delle personalità sovrapposte e artefatte, dell’identità ambigua e ingannevole del vero,

viaggio breve nel mercato del sesso a pagamento ai confini dell’Infosfera.


Qui c’è la voce di Linda, le sue parole e quello che voleva dire:

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Portraits of:




“Io vorrei un mondo dove la gente non sia costretta a vendersi e che non ci sia più qualcuno che compra. In una società meravigliosa non ci sarà più bisogno che le persone si vendano e non ci sarà più qualcuno forte e arrogante che possa comprarle”

(tratto dall’intervista di LaRepubblica a CARLA CORSO – Presidente del Comitato per i diritti civili delle prostitute)


p.s.

dicembre 2018:

Non ho mai saputo se Linda abbia incontrato il principe azzurro che sognava. So che ha trovato un lavoro e che oggi non si prostituisce più.