Short reportage

V.R.D.G. – Appunti di un reportage mai nato

Periferia. Termine derivato dal greco antico peripherein, a designare l’atto della demarcazione, a guisa di circonferenza,  fra dentro e fuori, incluso ed escluso (Limes – 4/2016).

Via Riccardo di Giusto, zona Nord-Est di Udine, ha rappresentato per anni l’unica vera grande periferia friulana, la cui fama inedita e quasi leggendaria precedeva di gran lunga i suoi abitanti ben oltre i suoi confini, incarnando quel concetto di periferia intesa come spazio del degrado urbano e come marginalizzazione fisica, sociale ed economica, ma anche come simbolo di un forte senso di appartenenza per gli individui che accettavano di legare il proprio destino personale ad una sorta di scommessa collettiva.

Come si leggerà meglio in seguito, Via Riccardo è il nome dato dai Riccardini al quartiere di edilizia popolare, oggi ATER, nato ad Udine negli anni ’50 e ampliatosi successivamente, particolarmente nel periodo degli anni ’80, fino ad assumere l’aspetto odierno. Come altri quartieri di questo genere, sorti in Italia nello stesso periodo per dare impulso e sostegno allo sviluppo industriale delle città, anche questo insediamento abitativo era nato come zona di residenza temporanea, accompagnata dall’idea che poi ci sarebbe stata una mobilità sociale e spaziale, che però non è mai avvenuta. La città, si è poi capito, è andata avanti senza assicurare quel futuro promesso o anche semplicemente atteso.

Oggi, nel contesto degli stravolgimenti sociali e urbani in atto (Antropocene), della crisi economica e dei fenomeni migratori presenti su scala globale, della mancanza di identità e dell’omologazione culturale, pochi o nessuno sono disposti a unire il proprio destino per un obiettivo comune.

E’ per questa ed altre ragioni che avrei voluto documentare fotograficamente la persistenza – per certi versi dolorosa, ma straordinaria e affascinante – di Via Riccardo e dei suoi abitanti, per testimoniare che le periferie non devono essere lette esclusivamente come un problema della città contemporanea. Esse rappresentano anche una risorsa. Molte periferie sono luoghi di fenomeni culturali ricchi e innovativi, di vita sociale densa e articolata, di pratiche eversive e insorgenti, di domande ed esercizi di cittadinanza che entrano in relazione con luoghi simili in tutte le parti del mondo. Le periferie, proprio perché distanti dai centri della città – intesi come centri soprattutto del potere economico e del potere politico-decisionale, che sempre più spesso convergono e si confondono – sono luoghi generatori di “gradiente urbano” perché è al loro interno che si formano e prendono corpo le strategie di sopravvivenza delle comunità senza potere che le abitano.

La mia macchina fotografica avrebbe voluto entrare nelle case di Via Riccardo e incontrare i volti delle persone che ci vivono, per tentare di dare una testimonianza quanto più possibile esaustiva di quella realtà, di quella che è stata definita l’Intelligenza delle periferie, ora che il senso comune di centro e periferia sta perdendo la sua connotazione meramente geografica e acquisendo quella più veritiera di qualità della condizione urbana. Ma non è stato possibile farlo, per volontà degli abitanti stessi di Via Riccardo.

Rimane dunque il mio rammarico di non essere riuscito nell’intento sperato, compensato in parte dalla consapevolezza che la chiusura che c’è stata rappresenta già di per sé un tratto distintivo di quel mondo e in parte dall’esistenza di un documento eccezionale che attraverso un viaggio di 70 pagine può condurre comunque un lettore vicino al cuore del quartiere. Si tratta della Tesi di Laurea di Giulia Battaino, per l’Università Ca’ Foscari di Venezia, presentata nell’Anno Accademico 2011/2012 e reperibile a questo link: http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/2727/833860-1160973.pdf?sequence=2

Le parti del testo scritte in corsivo sono state estrapolate da LIMES – Rivista italiana di Geopolitica, numero 4/2016 dal titolo INDAGINE SULLE PERIFERIE, Viaggio nei labirinti delle metropoli dove si giocano le partite decisive per il futuro dell’Italia e del mondo.

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